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17 Giugno 2021
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14 gennaio 1918: cent’anni fa la granata che colpì la fede dei nostri soldati

MONTE GRAPPA. Era il gennaio del 1918. Dopo Caporetto, il Monte Grappa era diventato un settore cruciale per le sorti del conflitto sul fronte italiano, l’esercito regio e quello imperiale si fronteggiavano aspramente per contendersi ogni singolo metro di quello che sarebbe diventato un monte sacro alla patria italiana.

Il 14 gennaio l’infuriare delle artiglierie fece oltraggio alla sacralità che si respirava sulla Cima da quanto il patriarca di Venezia Giuseppe Sarto (era il 4 agosto 1901) benedisse una statua raffigurante la Vergine con Bambino benedicente, collocata dove ora sorge il sacrario. Una granata austriaca di grosso calibro colpì il sacello e rovesciò la Madonnina del Grappa, danneggiandola gravemente sul fianco sinistro.

I soldati italiani se ne presero cura, accompagnando la statua mutilata in pianura, come avrebbero fatto con un loro compagno ferito. La statua della Madonnina tornò restaurata al suo posto nel 1921.

E’ significativo il ricordo del comandante dell’Armata del Grappa, Generale Giardino: “Tutte le Armate, e quasi tutte le unità, fino alle minori, ebbero una medaglia. Qualche Armata ebbe una canzone. L’Armata del Grappa, prima ed infinitamente più alto di tutto ciò, ebbe la Madonnina… Sul Grappa la Madonnina è stata il maggior presidio morale al valore, alla serenità, al sacrificio dei combattenti. Dopo la guerra, culto della Madonnina e culto dei morti del Grappa divennero un solo culto”.

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