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6 Dicembre 2021
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Accordo sulla piscina: al Comune 90 mila euro

MAROSTICA. Compie un passo decisivo la controversia della Piscina comunale di Marostica. Dopo una lunga trattativa, il Comune e Rari Nantes hanno firmato l’11 aprile 2018 un contratto di transazione che pone fine consensualmente e con tre anni di anticipo al contratto di gestione stipulato nel 2002, dopo che il Comune di Marostica ne aveva contestato il corretto adempimento nel dicembre 2017.

Per effetto di questa transazione, che previene una eventuale controversia giudiziale, Rari Nantes continuerà a gestire l’impianto fino al 30 giugno 2018 al solo fine di garantire continuità nell’erogazione del servizio offerto alla collettività. Il Comune di Marostica rientrerà entro quel termine nel pieno possesso dell’impianto e potrà rimetterlo a reddito attraverso l’indizione di una nuova gara.

Va precisato che l’impianto è stato effettivamente ampliato da Rari Nantes in linea con il contratto originario. La controversia finanziaria è stata composta attraverso un indennizzo che il gestore attuale si è impegnato ad erogare, formato parte da un canone stimato in riferimento ai trascorsi e ai prossimi mesi di gestione, in parte da una cifra forfettaria, in parte da conferimento di beni. Nello specifico, Rari Nantes dovrà versare al Comune di Marostica un importo monetario di 78.000 euro dei quali 39.000 euro già pagati alla firma della transazione e i rimanenti 39.000 euro da versare in due rate entro il 30 giugno 2018. Il Comune acquisirà dalla stessa Rari Nantes a titolo gratuito beni mobili strumentali ritenuti utili al proseguimento della gestione dell’impianto per un valore di 12.816,78 euro. Il complessivo indennizzo acquisito ammonta dunque a 90.816,78 euro.

È il risultato di una complessa trattativa che ha cercato di valutare costi e benefici per l’ente e per la comunità” spiega il Commissario Straordinario del Comune di Marostica Renata Carletti.Da una parte si è voluto garantire il servizio per gli utenti, evitando la chiusura dell’impianto, dall’altra parte si sono voluti tutelare gli interessi economici del Comune, senza tralasciare le responsabilità del gestore. L’accordo bonario è risultato la via più vantaggiosa, in considerazione della limitata portata della clausola di polizza fidejussoria del contratto originario: una risoluzione autoritaria avrebbe infatti portato nelle casse del Comune una somma di 50.000 euro”.

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