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29 Novembre 2020
Attualità Bassano Cronaca Vicenza

Cent’anni dopo: a Vicenza il “Processo a Cadorna”

VICENZA. Nel centenario della battaglia di Caporetto l’Istrevi (Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea “Ettore Gallo”) in collaborazione con il Comune di Vicenza, l’Associazione giuristi democratici e l’ANPI di Vicenza, ha proposto alle scuole per l’anno scolastico 2017-2018 un’attività di ricerca e di approfondimento sul primo conflitto mondiale, da svolgersi in alternanza scuola-lavoro, denominata “Processo a Cadorna”.

Al progetto hanno aderito 45 studenti delle classi quinte BT e CT del Liceo Lioy. Attraverso un lavoro di ricerca su documenti dell’epoca, memorialistica, testi storici, atti della commissione d’inchiesta su Caporetto svoltosi al Museo del Risorgimento e della Resistenza, gli allievi hanno approfondito la figura del Cadorna per giungere, sotto la guida dei tutor Istrevi, professori Paolo Pozzato e Marina Cenzon, e gli avvocati Gianni Cristofari e Michele Stratta, alla formulazione dell’atto d’accusa contro il generale.

Il “processo al generale Cadorna” si terrà martedì 17 aprile alle 9.30 al Museo del Risorgimento e della Resistenza, dove sono conservate molte testimonianze del primo conflitto mondiale. Gli studenti delle due classi svolgeranno il ruolo di accusatori, mentre la difesa sarà affidata a Pozzato, storico della Prima guerra mondiale.

La giuria, che avrà il compito di formulare il verdetto, sarà composta da un gruppo di studenti delle altre classi quinte dello stesso Liceo Lioy.

Guiderà il processo il dottor Gaetano Campo, giudice del Tribunale di Vicenza.

Cadorna costituisce certamente una delle personalità italiane più controverse e discusse del ‘900. Nel corso del conflitto, e fino all’autunno del 1917, venne magnificato ed esaltato al punto da mantenere l’incarico di capo di Stato Maggiore dell’esercito, anche dopo gravi scacchi come la “Spedizione punitiva” che lo colse di sorpresa nella primavera del 1916. Dopo Caporetto gli venne fatto carico di tutte le insufficienze, di tutti gli errori tattici e delle nefandezze disciplinari che vennero individuate dalla Commissione d’inchiesta quali cause della disfatta subita sull’Alto Isonzo e che obbligò l’esercito italiano a ripiegare fino al Piave.

Cadorna “il macellaio” viene quindi a simboleggiare il coacervo di contraddizioni che caratterizza la partecipazione italiana alla Prima Guerra Mondiale. Non è un caso che a distanza di 100 anni dalla fine di quel conflitto di lui, e non di altri ufficiali generali non meno coinvolti, e in certi casi ancor più risoluti nell’applicazione della disciplina, si chieda la cancellazione della dedicazione di vie e piazze.

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