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25 Novembre 2020
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“Da qui alla luna”, Requiem per le nostre montagne

VALBRENTA. Un nuovo progetto di teatro civile dello scrittore padovano Matteo Righetto che vuole ricostruire i fatti dello scorso ottobre, quando la tempesta “Vaia” ha distrutto boschi e paesaggi delle Alpi orientali: “Da qui alla luna”, in scena sabato 3 agosto alle 21 alla Centrale Guarnieri di Carpanè Valbrenta. Un evento prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e inserito nel ricco cartellone di Operaestate Festival, realizzato in collaborazione con l’Unione Comuni Valbrenta e le aziende partner.

“Da qui alla luna”, non è solo un titolo evocativo, ma una sorta di unità di misura: mettendo in fila uno dopo l’altro i 16 milioni di alberi spazzati via dalle tempesta “Vaia”, che ha devastato le Alpi orientali nell’ottobre 2018, si riuscirebbe a coprire grossomodo la distanza che separa la Terra dalla Luna.
Un’immagine impressionante, a partire dalla quale lo scrittore Matteo Righetto ricostruisce con precisione i fatti dell’ottobre 2018, in una sorta di delicatissimo requiem per una montagna violentata e abbandonata.
A dare voce e corpo ai protagonisti di questa storia il talento di Andrea Pennacchi, con la sua ironia e la sua umanità, accompagnato dalle musiche evocative di Giorgio Gobbo alla chitarra.
Così, dal dramma di un disastro naturale nasce una narrazione che denuncia, analizza e riflette su una strage che ha portato via i paesaggi e l’identità di chi abita quei luoghi.  Un racconto corale che ci fa rivivere senza retorica l’orrore di quei giorni attraverso lo sguardo degli abitanti delle vallate bellunesi: il muratore Silvestro, Paolo, un giovane studente e la vecchissima Agata. Il regista Giorgio Sangati affida all’ironia e all’umanità di Andrea Pennacchi il racconto di questo immane disastro naturale, creando una narrazione a più voci che ci ricorda quanto sia fragile il pianeta in cui viviamo. La parte musicale è affidata alle musiche originali di Giorgio Gobbo e Carlo Carcano che ne hanno curato anche la drammaturgia.
Uno spettacolo potente, che scava nell’animo di chi ha vissuto la tragedia a proprie spese, sapendo che niente sarà più come prima; perché per decenni quei boschi non esisteranno più, insieme a una parte della memoria, della storia di quei territori. Come se quegli abeti rossi fossero gli stessi abitanti, gli stessi esseri umani, chiamati a recuperare un legame spezzato da tempo: quello con la Natura.

Info e prenotazioni Biglietteria Operaestate festival tel. 0424 524214 519811 www.operaestate.it
Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto
Ufficio Stampa Operaestate, comunicazionefestival@comune.bassano.vi.it – 0424519804

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