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1 Marzo 2021
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“Espulso”, non “latitante”, e il ladro non va in prigione

ROMANO. Sette anni per prenderlo, ma ora la Cassazione ha accolto il suo ricorso perché il moldavo era stato processato a sua insaputa. Infatti il ladro era in precedenza stato espulso in quanto clandestino, tecnicamente quindi non latitante.

E’ il malvivente che partecipò alle razzie nelle aziende di Romano Terzer e Imet I carabinieri risolvono il caso e nel 2011 il Gip di Bassano del Grappa emette un ordine d’arresto. Il moldavo però non si trova. Il processo va avanti comunque e lui viene condannato, sia in tribunale sia in corte d’appello. Le manette arrivano all’aeroporto di Treviso, quando cerca di rientrare in Italia. Ed ecco che spunta il cavillo della redenzione: all’epoca non era latitante, bensì espulso. Quindi il fascicolo si riapre, ma nel frattempo sono passati otto anni dai reati accertati, e la prescrizione scatta molto prima. Il moldavo può essere molto ottimista riguardo al suo futuro.

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