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24 Settembre 2021
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Estorsioni per ottenere il pizzo: in carcere una banda di rumeni

ROSA’. Nella giornata di ieri i carabinieri di Rosà e del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Bassano hanno proceduto a dare esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di SAIN Alexandru, alias “Guntu”, CIURARIU Ionel, alias “Pipi Lugoj”, VARGA Bratian, alias “Bretian Cirpaci”,; nonché della misura degli arresti domiciliari nei confronti di ROSTAS Tiberius, alias “Tibi Darynca”, NEDA Adam, alias “Baron Cosmin”, BOT STEFAN, alias “Momi Bot”, CIURARIU Ionel, alias “Zoran Zis Zoran”, SAIN Brainar, alias “Beni” e CIURAR Serban Dorin, alias “Sebi”.

Si tratta di persone di etnia Rom, appartenenti a diverse famiglie provenienti dalla città rumena di Lugoj, dimoranti in Italia – in particolare in  Rosà e Ravenna – e all’ estero, i quali avevano costituito e partecipavano ad una associazione per delinquere fondata sul  vincolo familiare e su una sorta di gerarchia/venerazione verso i “capi” del gruppo, finalizzata a mantenere – tramite una capillare organizzazione operativa anche in territorio estero – un ruolo di supremazia nella città rumena di Lugoj e ad estendersi nei diversi Stati europei in cui si erano trasferiti e fondando la propria azione su intimidazioni, violenze ed estorsioni di denaro.

L’indagine coordinata dalla Procura di Vicenza  ha preso le mosse da numerose denunce presentate da una famiglia di etnia ROM residente nel territorio vicentino, a partire dalle quali si è ha avuto modo di accertare come il metodo estorsivo utilizzato dagli indagati era ampiamente rivolto nei confronti di molti connazionali, residenti in Italia ed all’estero, dai quali ottenevano il pagamento di somme di denaro per consentire loro di permanere nei territori nei quali si erano stabiliti.

L’azione intimidatoria avveniva mediante richieste estorsive formulate anche con ostentazione di armi e munizioni, poste in essere principalmente attraverso l’utilizzo di socialnetwork e finalizzate alla corresponsione di un vero e proprio “pizzo” da parte dei connazionali, oltre che tramite l’esecuzione di una serie di organizzate azioni incendiarie e di danneggiamento ai danni di coloro che rifiutavano di corrispondere le somme di denaro richieste.

Al vertice dell’organizzazione, con un ruolo di promotori e capi della stessa, è stato individuato CIURARIU Ionel, alias “Pipi Lugoj”, mentre un ruolo di rilievo è emerso con riferimento agli indagati SAIN Alexandru e VARGA Bratian, elementi organici dell’associazione, presenti ed attivi in tutti i momenti più rilevanti dell’attuazione del programma criminoso dell’organizzazione stessa, in funzione di esecutori materiali delle pretese estorsive.

L’ ordinanza cautelare ha interessato anche altre persone di etnia ROM, capi e/o partecipi dell’associazione, le cui ricerche, anche in ambito internazionale, sono in corso di svolgimento. 

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