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4 Agosto 2020
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Fatture false nel ciclismo: denunciate 53 persone, sequestrati 100 mila euro

BREGANZE. La Guardia di Finanza hanno eseguito un sequestro preventivo per l’importo di oltre 100.000 euro e denunciato 53 persone, cinque delle quali sono responsabili a diverso titolo di due associazioni ciclistiche dilettantistiche maschili di Breganze riconducibili a una sola gestione: N.A., 70enne di Breganze, A.G., 78enne di San Martino di Lupari, C.F., 52enne di Curtarolo, P.G., 38enne di Vedelago, R.R., 46enne di Colceresa. Gli altri 48 sono titolari di aziende che hanno ricevuto dalle associazioni e contabilizzato in dichiarazione fatture per operazioni parzialmente inesistenti, in quanto riportanti importi superiori a quelli effettivi.

L’attività investigativa ha tratto origine da una denuncia nella quale un ciclista associato ad una società ha evidenziato dubbi in ordine a presunti redditi conseguiti dalla stessa associazione. Gli approfondimenti dei finanzieri del Gruppo di Bassano del Grappa hanno consentito di disvelare un articolato meccanismo di evasione fiscale mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e l’indebito utilizzo di carte di credito.

L’associazione emetteva sistematicamente fatture per operazioni parzialmente inesistenti, aumentandone l’importo, in relazione a prestazioni di sponsorizzazione rese in favore di diverse imprese venete. Le fatture “gonfiate” permettevano agli sponsor di dedurre un maggiore imponibile di quello effettivamente pagato e di detrarre maggiore Iva. L’associazione, potendo vantare su un regime fiscale agevolato che permette il pagamento delle imposte sulla base di una percentuale dei ricavi, una volta incassate le somme, restituiva parte delle stesse alle aziende sponsorizzatrici. Per ricavare il contante da retrocedere ed evitare prelevamenti bancari diretti i gestori delle associazioni fingevano la corresponsione di somme per prestazioni sportive a decine di associati, effettuavano versamenti su Iban riferibili a carte prepagate intestate agli atleti, carte che di fatto erano nella disponibilità dei responsabili stessi. Versate le somme, si premuravano di ritirarle con un semplicissimo prelevamento agli sportelli automatici, in modo frazionato. Esaminando i dati dei prelevamenti e delle celle telefoniche degli indagati, sono emersi anomali prelevamenti eseguiti, nel giro di pochissimi minuti, da decine di atleti allo stesso sportello automatico, proprio in coincidenza con la presenza di qualche indagato in quella precisa posizione.

Le evidenti anomalie sono state confermate in fase di perquisizione presso le abitazioni e le sedi delle società interessate: sono stati trovati fra l’altro file excel con il resoconto della gestione reale degli effettivi flussi monetari delle associazioni.

I finanzieri hanno denunciato i cinque responsabili delle associazioni, in concorso, per avere emesso fatture false per complessivi 1,4 milioni di euro, alle quali è seguita la restituzione di circa 750.000 euro in contanti, e per avere indebitamente utilizzato carte di credito e di pagamento effettuando 766 prelevamenti illeciti agli sportelli ATM. I 48 titolari di imprese che hanno ricevuto le fatture, invece, sono stati denunciati per avere utilizzato in dichiarazione le fatture false. Nei confronti di taluni di essi è scattato il provvedimento di sequestro preventivo, che ha permesso di sottoporre alla predetta misura cautelare la somma di 103.407 euro. Nei confronti di tutti, invece, la mirata e selettiva attività amministrativa di controllo fiscale ha permesso di constatare elementi negativi non deducibili per circa 400.000 euro ed IVA dovuta per circa 85.000 euro, con importanti recuperi da parte dell’Erario, alla luce dell’adesione ai rilievi mossi da parte della quasi totalità degli indagati.  

NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO

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