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24 Settembre 2021
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Frode fiscale da quattro milioni di euro: nove imprenditori nei guai

I finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza stanno dando esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di nove imprese e di altrettanti imprenditori. Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Schio nell’ambito dell’operazione “Legno tarlato”, avevano tratto origine, nel 2019, dall’avvio di un controllo fiscale nei confronti di due ditte individuali con sede in città, operanti nel settore del commercio di pallets in legno e riconducibili al medesimo titolare, evasori totali o paratotali nel periodo sottoposto ad ispezione.

Le ditte avevano emesso dal 2014 al 2019 317 fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, per oltre 3,8 milioni di euro, nei confronti di sette imprese ubicate in tutto il Nord Italia (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte).

Tutte le società clienti sono accomunate dall’attività economica esercitata, il ritiro di pallets usati (a titolo gratuito) e la successiva riparazione, cui segue la vendita dei prodotti lavorati. Si tratta di un’attività commerciale ad alto valore aggiunto, in virtù dell’esiguità dei costi sostenuti nella fase iniziale, per cui le stesse società, al fine di abbattere l’imponibile fatturato ed evadere le imposte dirette, hanno annotato in contabilità elementi negativi fittizi.

Essendo un settore economico ad alto rischio di frode fiscale, le cessioni di “bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo” sono assoggettate, sin dal 2015, al meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), per cui l’I.V.A. non viene addebitata in fattura bensì integrata dall’acquirente.

I titolari delle ditte emittenti annotavano il profitto a loro spettante per la condotta illecita, pari al 5% dell’importo di ogni singola fattura emessa. Complessivamente, sono oggi indagate dalla Procura della Repubblica di Vicenza 9 persone per i delitti di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed occultamento o distruzione di scritture contabili.

Il G.I.P. presso il Tribunale di Vicenza, accogliendo la richiesta della locale Procura e aderendo alla ricostruzione delle Fiamme Gialle scledensi, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente nei confronti delle nove imprese coinvolte (le due ditte emittenti e le sette utilizzatrici), nonché di nove persone fisiche, titolari di fatto o diritto dei citati soggetti giuridici, fino a 1.252.948 euro importo pari alla sommatoria dell’evasione delle imposte sul reddito (e, in minima parte, dell’I.V.A.) conseguita con l’utilizzo o l’occultamento dei documento fittizi, e del profitto personale dei due titolari delle imprese cartiere.

Le misure cautelari hanno ad oggetto immobili, anche di particolare pregio, disponibilità finanziarie e beni mobili riconducibili alle persone fisiche e giuridiche attinte dall’odierno provvedimento.

Contestualmente, le Fiamme Gialle scledensi stanno dando esecuzione, anche con l’ausilio di altri Reparti del Corpo competenti per territorio, a otto decreti di perquisizione locale, nelle province di Vicenza, Verona, Mantova, Reggio Emilia e Sassari.

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