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22 Gennaio 2022
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Funghi cinesi in confezioni ingannevoli: sequestri e sanzioni sull’Altopiano

ASIAGO/ROANA. E se quegli invitanti porcini essiccati, materia prima di succulenti risotti, anziché essere stati raccolti nei boschi dell’Altopiano arrivassero dalla Cina, dalla Romania o dalla Macedonia? E’ l’irregolarità che i carabinieri forestali hanno riscontrato in tre negozi dei Comuni di Asiago e di Roana, con tanto di sequestro di oltre un quintale di funghi secchi (valore 8 mila euro) e varie sanzioni salate a carico dei rivenditori. I quali, in base a quanto ha appurato l’Arma e ha riportato Il Giornale di Vicenza, mettevano in vendita i funghi dalle provenienze esotiche in sacchetti che riportavano grafiche e indicazioni territoriali tali da indurre il consumatore a ritenere che si trattasse di prodotti al 100 per cento altopianesi.

I tre negozianti colpiti dai provvedimento si difendono affermando che nelle etichette non è scritto chiaro e tondo “funghi dell’altopiano di Asiago” e facendo rimbalzare le responsabilità ai grossisti. I carabinieri forestali, che hanno applicato la legge europea sulla trasparenza delle informazioni alimentari, proseguono le loro indagini, non solo sull’Altopiano.

Questo il comunicato ufficiale dei carabinieri:

I carabinieri Forestali del Gruppo Vicenza sono intervenuti a seguito di indagini relative alla commercializzazione fraudolenta di alimenti di origine cinese, rumena e macedone fatti passare come produzione locale. Nel corso di alcune delle molteplici ispezioni, (in attività commerciali dell’Altopiano di Asiago) infatti, sono stati rinvenuti funghi essiccati provenienti principalmente dalla Cina ma anche da Romania, Macedonia ed altri Paesi extra europei. Gli stessi venivano riconfezionati ed etichettati con diciture che richiamavano l’origine e la produzione locale del prodotto, traendo in inganno il consumatore.
L’ispezione dei Carabinieri Forestali si inserisce in una più ampia attività di controlli agroalimentari in tutta la provincia, ai fini della tutela del consumatore, anche in occasione delle prossime festività, quando aumenta il volume di acquisti di prodotti alimentari.
Nello specifico è stata rilevata la violazione del Regolamento Europeo 1169 del 2011 e del relati-vo Decreto di applicazione nazionale n. 231 del 2017, che tutela il consumatore finale imponendo la “trasparenza” nell’etichettatura dei prodotti tale da rendere chiara l’origine degli stessi. In questo caso le informazioni sui prodotti sono risultate non veritiere traendo in inganno gli acquirenti finali.
I militari hanno quindi proceduto a diversi sequestri amministrativi, per un totale di oltre 100 Kg di prodotto e un valore commerciale di circa 8.000 euro, elevando sanzioni per diverse migliaia di euro”.

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