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3 Dicembre 2020
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Gli spartiti musicali americani della grande guerra

BASSANO. Si potrà visitare in biblioteca fino al prossimo 8 settembre la mostra “Canzoni patriottiche americane tra pacifismo ed interventismo. 1915-1918”.

La mostra espone la collezione di partiture musicali risalenti agli anni della Grande Guerra, appartenuta a Giovanni Cecchin, noto anglista e studioso di letteratura americana, autore di numerosi studi sulla partecipazione americana alla Grande Guerra, che alla sua morte ha lasciato alla biblioteca cittadina il suo archivio e molti dei volumi appartenenti alla sua collezione.

Primo frutto di questo lavoro è la mostra di una trentina di straordinarie partiture per voce e pianoforte di canti scritti negli Stati Uniti prima dell’entrata in guerra dell’esercito americano, durante e dopo la fine del conflitto. Uno spaccato singolare che mostra come, anche attraverso uno strumento apparentemente “neutrale” come potrebbe sembrare la musica, si potesse fare politica e si cercasse di suscitare il consenso per una o l’altra delle posizioni – quella interventista o quella pacifista – che avevano diviso l’opinione pubblica americana negli anni dal 1915 alla fine della Grande Guerra.

Canzoni popolari americane che affrontavano, direttamente o non, il tema della guerra furono messe sul mercato all’indomani dell’inizio delle ostilità in Europa. Esse rispecchiavano i variabili umori degli americani e il loro atteggiamento verso la guerra, ma anche le esperienze dei soldati americani e di coloro avrebbero lasciato la patria per recarsi Oltreoceano, dopo che il 2 aprile 1917 gli Stati Uniti presero la decisione di entrare in guerra a fianco dei paesi dell’Intesa.

Tra gli autori delle canzoni figurano musicisti come Irving Berlin, Robert Mortimer, Reinald Werrenrath e molti altri compositori di successo, ognuno dei quali seppe interpretare le proprie posizioni politiche con ironia, vivacità e grande libertà di opinione.

Le edizioni a stampa di queste musiche, esposte nella mostra, sono di grande impatto, anche per la scelta delle immagini riprodotte nel frontespizio: immagini forti che ritraggono spesso la terribile violenza della guerra, il dolore per la lontananza dagli affetti, ma anche l’eroismo dei soldati americani.

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