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7 Dicembre 2021
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Il mondiale di ciclismo 2020 alla Svizzera, sconfitta la candidatura vicentina

VICENZA. L’ottimismo ad oltranza non è bastato. Alla fine aveva ragione il presidente della Fci Di Rocco quando, a inizio settembre, annunciava che Vicenza ha perso il treno dei mondiali 2020, e l’Italia con lei.

Oggi l’Uci ha deciso, per meglio dire ha ufficializzato. I campionati del mondo di ciclismo su strada del 2020 si svolgeranno in Svizzera, ad Aigle e Martigny, praticamente sotto gli uffici del massimo organo decisionale del ciclismo.

Sarà l’undicesimo mondiale organizzato in Svizzera, il primo nella regione francofona.

I motivi della bocciatura della candidatura italiana sono noti. L’attribuzione con riserva a Vicenza, avvenuta esattamente un anno fa, non è stata corroborata dalla necessaria fidejussione a garanzia della finanziabilità dell’evento. Il Governo ci ha messo del suo, 3,5 milioni per l’esattezza, rispettando la scadenza di fine agosto, ovvero l’ennesima proroga concessa all’Italia per presentare un dossier completo in tutte le sue voci. D’altronde il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, cui spetta la delega allo Sport, lo aveva detto chiaro e tondo: l’onere della candidatura non può gravare al cento per cento sulle casse statali.

Un invito piuttosto chiaro al comitato organizzatore affinché bussasse alle porte degli “enti locali”, Regione in testa, per trovare i due milioni mancanti. Se in questi anni (candidatura lanciata nel 2013) si fosse rimediata anche qualche sponsorizzazione non avrebbe certo guastato. Ma è andata così e ora l’appuntamento con la rassegna iridata in Italia è rimandato sine die.

Il precedente più vicino nel tempo è stata l’edizione del 2013, organizzata a Firenze.
In previsione della sconfitta il dibattito si è spostato sul piano politico, con puntuale scia di recriminazioni e rimpallo di accuse. Dal canto suo il comitato promotore della candidatura (Pasqualin-Nicoletti-Belluscio) non ha potuto fare altro che aspettare e sperare fino all’ultimo i finanziamenti che alla fine non sono arrivati. Gli ideatori di Vicenza 2020 ci avevano creduto veramente, soprattutto dopo l’insediamento del nuovo Governo e le dichiarazioni di sostegno fatte da Matteo Salvini a Vicenza durante la campagna elettorale pro Francesco Rucco.

Nel frattempo l’Unione Ciclistica Internazionale, presagendo le difficoltà della candidatura italiana, è corsa ai ripari, chiedendo disponibilità alle federazioni che si sono messe in lista per i campionati degli anni a venire. La Svizzera ha alzato il ditino, ma soprattutto ha dimostrato di possedere l’articolo quinto. Il suo turno sarebbe arrivato nel 2024 ed è stato invece anticipato al 2020, peraltro senza perdere la titolarità anche dell’edizione di due anni dopo. Oggi sono stati convocati gli stati generali a Innsbruck, dove sono in corso i campionati del mondo 2018, ed è stata confermata la decisione di attribuire agli elvetici l’evento che Vicenza e il Veneto cullavano da ben cinque anni.

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