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Bassano
4 Dicembre 2020
Cronaca Dal Nordest

In Veneto parte la sperimentazione con i farmaci a domicilio

Le Ullss del Veneto avviano la sperimentazione di alcuni farmaci direttamente a domicilio, utilizzando una procedura messa a punto dal Comitato Scientifico specifico attivato dalla Regione. Tra questi, i già noti Tocilizumab e il giapponese Avigan, ma anche Clorochina/Idrossiclorochina, Lopinavir/Ritonavir,  Duranavir/Ritronavir, Remdesivir.

Aifa ha autorizzato la rimborsabilità anche in regime domiciliare e a carico del SSN dei medicinali per tre mesi Clorochina, idrossiclorochina,  lopinavir/ritonavir, darunavir/cobicistat, darunavir, ritonavir per il trattamento dei pazienti affetti da infezione da SARS-CoV2 (COVID-19). L’impiego è riferito al trattamento e non alla profilassi per COVID-19. I medicinali dovranno essere dispensati dalle farmacie ospedaliere. E’ prevista la trasmissione ad AIFA dei dati relativi ai pazienti trattati secondo modalità che saranno indicate nella sezione del sito istituzionale di AIFA “Emergenza COVID-10”.

I trattamenti possono dunque essere iniziati anche a domicilio e, qualora le terapie fossero iniziate in ospedale, potranno essere proseguite a domicilio o in RSA, su prescrizione dello specialista infettivologo o pneumologo.

I pazienti con le seguenti caratteristiche saranno considerati candidabili alla terapia a domicilio: positività del tampone nasofaringeo per nCOV-19; Febbre <38°C; Tosse; Frequenza Respiratoria:15-20 atti respiratori/minuto; Frequenza cardiaca 51-100 Battiti/minuto; Pressione sistolica (mmHg) 101-160; Saturazione ossigeno ≥ 95%; Saturazione ossigeno dopo “Test del cammino”(ovvero dopo aver camminato alla massima velocita possibile per il soggetto, ma senza correre, per almeno 3 minuti lungo un percorso diritto): non compare dispnea e la saturazione ossigeno si mantiene >92%; Mantenimento dello stato di vigilanza (assenza di confusione, sonnolenza, ecc.)

I Medici di Medicina Generale (MMG) i Pediatri di Libera Scelta (PLS) e i Medici di Continuità Assistenziale (MCA), mediante la sorveglianza sanitaria attiva operata con triage telefonico di iniziativa, comunicano il nominativo e l’indirizzo dei pazienti all’Unita Speciale di Continuità Assistenziale (USCA) che opera per valutazioni dei soggetti con sintomatologia che devono essere considerati come sospetti casi COVID-19.

I medici dell’USCA che si recheranno al domicilio del paziente o presso la Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), dopo aver convalidato il sospetto diagnostico mediante test per la ricerca del Coronavirus su tampone nasofaringeo, su indicazione dello specialista infettivologo o pneumologo, avvieranno il paziente al trattamento, consegnando il fabbisogno per 7 giorni di trattamento.

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