22.2 C
Bassano
6 Agosto 2021
Bassano Castelfranco Cronaca Cronaca Bassano Cronaca Castelfranco

Indagine sulle fatture false: sequestrati due immobili

ALTIVOLE/BASSANO. La Guardia di Finanza di Vicenza ha eseguito la confisca di due unità immobiliari del valore di circa 600.000 euro.

Le indagini sono state condotte dal comando  di Bassano del Grappa. Sono stati sottoposti a confisca un appartamento e parte di una villa di pregio nel comune di Caerano di San Marco, riconducibili rispettivamente alla 45enne Loretta Velo e a suo padre, 82enne, già amministratori di una S.p.a. di Altivole.

Le indagini hanno portato alla luce un articolato sistema fraudolento imperniato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per un importo complessivo di circa 10 milioni di euro. In quel contesto, che coinvolse a vario titolo 35 imprese operanti tra le province di Vicenza, Treviso e Padova, furono eseguite 5 ordinanze che disponevano gli arresti domiciliari, denunciate 28 persone e sottoposte a sequestro preventivo somme di denaro e immobili, tra cui quelli sottoposti a confisca, per un valore complessivo pari a circa € 4,5 milioni. I finanzieri portarono a galla un complesso meccanismo evasivo fondato sull’esistenza di diverse cartiere aventi il compito esclusivo di generare fraudolentemente movimentazioni di beni e servizi, emettendo fatture per operazioni inesistenti. 

La S.p.a. trevigiana, nei periodi d’imposta 2009 e 2010, aveva annotato fatture fittizie, emesse da cartiere riconducibili a Simone Girardi, 48 anni, residente a Romano d’Ezzelino, per un importo complessivo pari a circa 5 milioni, con indebita detrazione di IVA per 850.000 euro. Per tale ragione gli amministratori della società di Altivole furono denunciati alla competente A.G. e condannati dal Tribunale di Treviso, nel marzo 2016, alla pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione, con contestuale confisca degli immobili già sequestrati nel corso delle indagini preliminari. Nel maggio 2017 la Corte d’Appello di Venezia ridusse la pena a 1 anno e 6 mesi di reclusione, confermando la confisca dei beni. La Suprema Corte di Cassazione, da ultimo, dichiarando inammissibili i ricorsi presentati dai due imputati, ha stabilito la definitività della sentenza d’appello, disponendone, di conseguenza, l’esecuzione. 

 

Articoli correlati

Il rimorchio si rovescia e abbatte la recinzione di una casa

Redazione

Minacce e botte per distribuire volantini in bici: un giro d’affari che partiva da Rosà

Redazione

“E’ il volere degli angeli” e si fanno dare da un’anziana 140 mila euro

Redazione

Lascia un commento

* Usando questa form acconsenti al salvataggio e l'utilizzo dei tuoi dati in questo sito.

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso. Accetta Leggi di più