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1 Dicembre 2021
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“La Perla del Brenta” in stazione a Carpanè

SAN NAZARIO. Novembre 1917: dopo la rotta di Caporetto le famiglie della Valbrenta dovettero abbandonare le case. La vallata era diventata zona di guerra, vulnerabile all’artiglieria nemica. I valligiani sfollarono con scarso preavviso, chi di un giorno, chi di un’ora, sfollarono salendo su di un treno con destinazione sconosciuta, il treno del profugato, il treno della perdita d’identità.

Lo stesso treno che alle 21 di venerdì 1 giugno, grazie all’Associazione Carrozza Matta, farà da sfondo scenografico allo spettacolo storico teatrale di Roberto Frison, La Perla del Brenta, presso la stazione dei treni di Carpanè Valstagna, lì dove iniziò la storia di Sofia Negrello, bambina di San Nazario, che visse il dramma dello sfollamento.

La rappresentazione è tratta dal romanzo di successo di Loris Giuriatti, in essa si intrecciano le storie di Sofia e un ragazzo che ama correre in bici. Lui è di Marostica, è Alfredo Dinale, ancora non sa del premio che gli riserva il futuro, un premio d’oro, alle olimpiadi di Parigi del 1924. Sofia invece non conoscerà le stesse gioie di Alfredo, e non conoscerà nemmeno l’emozione del ritorno a casa, perché lei, Sofia, è una dei 50 bambini di San Nazario morti da profugati.

L’evento è organizzato dal Comune di San Nazario, il Palio di Romano e l’Ass.ne “Che Storia!”, cui collaborano le Scuole Medie di Valstagna, gli Zattieri del Brenta, la Pro Loco e le associazioni di San Nazario, i rievocatori della 22 ^ Cp Skiatori, i ciclisti storici Gran Corsa, il Reparto Grande Guerra del Grappa, la Carrozza Matta, l’Unione Montana Valbrenta e il mandamento bassanese della Confcommercio.

L’anno scorso a settembre, quando abbiamo sospeso lo spettacolo per pioggia – racconta il sindaco di San Nazario, Ermando Bombieriho dato immediatamente appuntamento al 1° giugno 2018, perché quest’opera teatrale s’aveva da fare e la nostra terra se la meritava. La Perla è un’ondata emotiva da vivere assieme alla comunità, è un tuffo nella storia della vallata da condividere anche con chi ci accolse. A tal proposito, tra il pubblico, avremo anche chi rappresenta la comunità che ospitò moltissimi profugati di San Nazario, l’assessore Giustino Tedesco di Trinitapoli, paese della Puglia. L’anno scorso, il giorno dopo lo spettacolo, il 10 settembre, posammo la perla di Sofia nel Parco delle Rimembranze, a simbolo di tutti i bambini morti allora. Quest’anno invece, il sabato mattina, con l’ass. Tedesco, inaugureremo la Piazzetta Trinitapoli nel centro di San Nazario in ricordo dell’esperienza vissuta dai nostri nonni nella terra pugliese“.

Tornando all’evento, il regista Roberto Frison sottolinea l’aspetto del teatro civile “utile e benefico per il territorio”, che aiuta il pubblico a scoprire e rivivere la storia facendone orgoglio e vanto. La pièce peraltro viene inscenata nella stazione di allora, cercando di ricreare le sensazioni con l’apporto di civili sfollati assieme a soldati intenti a marciare avanti e indietro, un po’ come quel 7 novembre 1917. “Considero i nostri sfollati metà civili e metà soldati – osserva Frison -, che hanno fatto il loro dovere con dignità, tornando a casa con le maniche della camicia già arrotolate, pronti a fare, nonostante tutto”.

Lo spettacolo è ad ingresso libero.

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