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17 Giugno 2021
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Mazzette per aggiudicare i contratti: arrestati quattro dipendenti di un’azienda vicentina

Si è conclusa questa mattina con l’arresto di quattro persone per associazione a delinquere finalizzata a corruzione fra privati un’articolata indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vicenza, avviata a seguito dell’esposto presentato da “Serenissima Ristorazione S.p.A.”.

I provvedimenti restrittivi (arresti domiciliari), emessi dal GIP di Vicenza, Dott. Roberto Venditti, sono stati eseguiti nei confronti di:

  1. Mattia Foffano, 44enne di Venezia, residente a Martellago (VE) – dipendente gruppo Serenissima quale responsabile area tecnica;
  2. Alessandro Zinato, 43enne di Dolo (VE), abitante a Legnaro (PD) –  dipendente gruppo Serenissima quale addetto area tecnica,
  3. Antonino Ivan Cocheo,  palermitano di 36 anni, dipendente gruppo Serenissima quale responsabile area tecnica per il sud Italia;
  4. Giacomo Massini, 47enne originario di Cecina (LI) – agente d’affari.

Gli arrestati, sfruttando la fiducia della proprietà, orientavano l’aggiudicazione degli appalti privati del gruppo a favore di imprese disponibili a riconoscere loro una percentuale dell’importo del contratto. A coordinare l’associazione per delinquere costituitasi era Foffano, responsabile area tecnica della Capo Gruppo, incaricato di gestire la predisposizione dei capitolati, invitare le aziende, procedere all’apertura delle buste per una prima valutazione delle offerte da far poi visionare alla proprietà. Veniva sottoscritto un fittizio contratto di procacciamento d’affari con una società creata ad hoc dal Foffano, intestata al padre, che prevedeva una percentuale sull’importo del lavoro, da “devolvere” a questi quale provvigione per la segnalazione.

Due dipendenti della Serenissima, sottoposti al Capo Area, essendo responsabili dei cantieri riferivano al diretto superiore se i lavori erano stati o meno eseguiti e soprattutto se le “provvigioni” erano state versate.

Vi era infine un imprenditore esterno, che fungeva da procacciatore d’affari, individuando le imprese a cui affidare i lavori e quindi chiedere le indebite “provvigioni”.

Il ricavato dell’attività delittuosa, per quanto al momento accertato, supera i 300.000 euro.

Nel contesto delle misure cautelari sono stati sottoposti a sequestro 331.000 euro, rinvenuti su vari conti correnti nella disponibilità degli indagati.

E’ tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria la posizione di ulteriori 45 persone, rappresentanti o titolari di impresa, tutte deferite in stato di libertà poiché ritenute responsabili della sola corruzione tra privati (art. 2635 c.c.), quali elargitori delle tangenti.

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