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19 Ottobre 2021
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Minacce e botte per distribuire volantini in bici: un giro d’affari che partiva da Rosà

ROSA’. “Hai voluto la bicicletta, e adesso pedala!”. Solo che questa frase, detta normalmente per invogliare una persona a portare a termine un compito, diventava una vera e propria minaccia per i numerosi distributori di volantini armati di vecchie biciclette modello “Graziella”.  Un lavoro che nascondeva realtà di bieco sfruttamento e di schiavismo, come quella che ha portato alla luce la Guardia di Finanza di Egna/Bolzano, agendo su delega della Procura della Repubblica di Vicenza.  Una vicenda che si sviluppa in Trentino ma nasce a Rosà, dove i lavoratori, privi di mezzi di sussistenza alternativi e costretti a vivere in condizioni precarie, venivano reclutati.

L’indagine delle Fiamme Gialle ha preso le mosse dal monitoraggio di alcuni lavoratori, soprattutto stranieri, domiciliati sia nella bassa atesina che in altre zone della provincia di Bolzano e di Trento, i quali venivano impiegati per la consegna di volantini pubblicitari “porta a porta”. Gli accertamenti effettuati hanno consentito d’individuare una società (con sede a Vicenza) la quale aveva reclutato un numero elevato di lavoratori, di nazionalità pakistana, indiana e algerina. Erano costretti a lavorare in condizioni indecorose e sotto continua sorveglianza anche per più di 15 ore al giorno, per sei giorni alla settimana, e percepivano uno stipendio compreso tra i 500 e i 700 euro al mese. Come se non bastasse, i lavoratori erano sottoposti a continue minacce e percosse, soprattutto in caso di rivelazione, alle forze dell’ordine, delle reali condizioni di lavoro. La forze dell’ordine hanno deferito sette persone, tutte residenti a Vicenza. Tra di loro ci sono anche Piara Singh, 34 anni, residente a Rosà, considerato una delle menti del racket, e la moglie, titolare della “Ray Comunication snc”, ditta con sede sempre in paese in via Balbi, da cui sarebbe partita l’intera filiera dello sfruttamento. Le sette persone sono  ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere e di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

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