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23 Gennaio 2021
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Pugno di ferro contro gli studenti che pubblicano video sul web

TRISSINO. Tolleranza zero e condanne a chi sgarra. E’ questa la politica adottata dall’istituto professionale “Casa della Gioventù” di Trissino sul fenomeno dilagante tra i giovani di riprendere e fotografare episodi, cose e persone all’interno degli istituti scolastici per poi postare tutto online sui social network senza alcun tipo di autorizzazione. La decisione non è frutto del caso, ma è nata dalla necessità di intervenire su questa brutta abitudine che attanaglia la maggior parte degli studenti dell’istituto. Un fenomeno venuto a galla, nella fattispecie, a causa di varie segnalazioni da parte di alcuni compagni dei “videomaker” che, ripresi in filmati poi finiti in rete, hanno riferito alla direzione l’accaduto e si sono ritenuti completamente estranei a quel genere di comportamenti.

Ad intervenire allora è stato il direttore del cfp Claudio Meggiolaro in persona con una circolare che ha messo in chiaro la situazione riguardo questo genere di episodi. Sarà, infatti, vietato scattare foto e girare video all’interno dei locali della scuola, eccezion fatta per i casi espressamente autorizzati dai docenti per finalità didattiche. Rimane comunque assolutamente vietato diffondere gli stessi senza autorizzazione preventiva della direzione della scuola. La pena sarà la sospensione immediata di chi sgarrerà e non si atterrà alle nuove regole dell’istituto. Bisogna ricordarsi, tra le altre cose, che qualora qualcuno venisse inserito all’interno di uno dei video incriminati e questo dovesse venire poi postato su qualche social network senza l’autorizzazione da parte di chi viene ripreso, a fronte di una denuncia, si possono avere anche conseguenze penali per la lesione dell’immagine delle ignare comparse, senza poi considerare il discorso “privacy”. La circolare, datata 23 gennaio 2018, sembra aver dato i suoi frutti e gli episodi di questo tipo sembrano registrare una lenta ma efficace moria. Ad oggi le sospensioni per gli inadempienti si possono contare sulle dita di una mano, sintomo che il fenomeno è in calo nonostante sia duro a morire.

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