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18 Giugno 2021
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Redditi di cittadinanza con i requisiti falsi: 15 denunce

Fra i denunciati ci sono il titolare di quote di proprietà su 26 immobili (7 fabbricati e 19 terreni), la presidente del c.d.a. di una società cooperativa, una commerciante ambulante di piante e fiori, il titolare di un bar, alcuni proprietari di unità immobiliari, falsi affittuari ed un pensionato fortunato giocatore on-line.

Le Fiamme Gialle di Vicenza ha individuato 12 casi di illecita percezione del reddito di cittadinanza e uno di illecita percezione di pensione di cittadinanza, proponendo all’I.N.P.S. il blocco delle distinte posizioni controllate ed il recupero delle somme erogate per un totale pari a 122.400 euro. 

E’ stata denunciata dai finanzieri vicentini una donna straniera che aveva falsamente dichiarato di essere regolarmente residente in Italia nei due anni antecedenti la presentazione della domanda (anno 2019), sebbene fosse tornata all’estero, dove precedentemente era espatriata, a metà del 2018. 

In un altro caso il soggetto percettore aveva beneficiato di “reddito di cittadinanza” pur essendo stata legale rappresentante e presidente di una società cooperativa operante nella logistica. Da gennaio 2018 aveva in conto corrente oltre 220 mila euro. Oltre ad aver dichiarato il falso sulla propria situazione reddituale, aveva omesso di dichiarare la stabile convivenza con il compagno, peraltro cointestatario del contratto d’affitto. E’ scattato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 10.434 euro, pari al contributo illecitamente percepito per le annualità 2019/2020.

In un altro caso il soggetto percettore aveva prontamente rescisso, dopo soli due giorni dalla data di registrazione, il contratto di locazione dell’immobile inserito nella domanda di richiesta del beneficio del “reddito di cittadinanza”, così conseguendo indebitamente per le annualità 2019/2020 una somma pari a 20.647 euro.

In un ulteriore controllo è stato constatato che il soggetto percettore aveva ottenuto il beneficio per l’anno 2019 pur essendo titolare di quote di proprietà non dichiarate nella domanda di contributo su ben 26 immobili, di cui 7 fabbricati e 19 terreni, così conseguendo indebite erogazioni per 7.500 euro.

Un altro percettore ha omesso la comunicazione del possesso di un motoveicolo con cilindrata superiore a 250 cc, immatricolato nei due anni antecedenti la richiesta, conseguendo tra il 2019 e il 2020 la somma indebita di contributo per 14.752 euro.

Anche un ulteriore beneficiario ha omesso di comunicare l’immatricolazione di un autoveicolo di cilindrata superiore a 1600 cc, percependo così indebitamente, per il 2019 e per il 2020, un contributo pari a 20.650 euro.

Nel caso di un altro soggetto beneficiario, è stata appurata dai finanzieri una situazione anagrafica del nucleo familiare del tutto difforme da quella effettiva: la richiedente aveva omesso di indicare nel nucleo familiare convivente i due nonni, entrambi percettori di reddito di pensione, oltre che il suo trattamento di fine rapporto, così percependo erogazioni indebite per 7.260 euro.

Dall’esame di un’altra posizione è emerso che la persona aveva omesso la comunicazione all’I.N.P.S. di dati sulla sua variazione occupazionale, essendo diventata titolare pochi giorni prima della presentazione della domanda di “reddito di cittadinanza” di una ditta individuale operante nel settore della vendita ambulante di piante e fiori, così beneficiando indebitamente di 1.399 euro.

Un altro, subito dopo la domanda di erogazione del “rdc”, ha comprato un bar. Ha percepito indebitamente 5.250 euro.

La Finanza ha chiesto all’I.N.P.S. di recuperare gli 8000 euro versati a una persona che non aveva dichiarato il possesso di un patrimonio immobiliare ulteriore rispetto alla prima casa.

Un destinatario di “pensione di cittadinanza” aveva omesso di indicare tra i propri redditi le vincite di gioco on-line che, seppur esenti, costituiscono patrimonio. Ha percepito indebitamente 13.116 euro

In tutti questi casi è stato proposta all’Autorità Giudiziaria l’adozione di un provvedimento di sequestro delle somme indebitamente percepite.

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