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17 Agosto 2022
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Sindrome “neuro-Covid”: ad Asiago un centro di riabilitazione

ASIAGO. Nei malati Covid più gravi, anche dopo la negativizzazione, il virus spesso lascia significative conseguenze per la loro salute e qualità di vita. Per questi pazienti, l’ULSS 7 Pedemontana ha attivano dall’inizio di maggio un servizio specifico di riabilitazione post-Covid presso il nuovo ospedale di Asiago, che prevede anche un’attività di monitoraggio a medio e lungo termine, dopo le dimissioni, per i successivi due anni.

Il progetto è coordinato dall’Unità Operativa Complessa diRecupero e Riabilitazione Funzionale dell’ospedale di Asiago, guidata dal dott. Mario Scapin, in collaborazione con l’U.O.C. di Recupero e Rieducazione Funzionale dell’ospedale di Santorso.

«La necessità di riabilitazione – spiega il dott. Scapin – riguarda generalmente i pazienti ricoverati in Rianimazione oppure con un’assistenza di tipo semi-intensivo, dunque che hanno avuto un danno importante. Questi pazienti presentano diverse problematiche: innanzitutto una stanchezza e debolezza muscolare in misura anche superiore rispetto a quelle riscontrate in altre categorie di pazienti dopo un periodo in terapia intensiva; inoltre spesso presentano un deficit prolungato dell’olfatto e del gusto, ma anche emicranie frequenti. C’è poi una quota di pazienti con una patologia “neuro-Covid”, ovvero con un danno neurologico periferico importante, quindi con temporanea incapacità di muovere gli arti, soprattutto quelli inferiori, ed è su questa categoria di pazienti in particolare che concentriamo l’attenzione nella Riabilitazione di Asiago».

Per questi pazienti, il percorso riabilitativo inizia con una valutazione del danno neurologico e delle capacità residue: «La valutazione viene effettuata con esami strumentali – prosegue il dott. Scapin: utilizziamo le apparecchiature del “Gate Analysis”, l’analisi del cammino, già in dotazione all’ospedale di Bassano, per valutare le loro capacità e parallelamente eseguiamo un’elettromiografia per valutare la funzionalità del sistema nervoso periferico. A quel punto, in base al danno rilevato, fissiamo anche gli obiettivi possibili della riabilitazione e il percorso riabilitativo. In ogni caso il periodo di ricovero è sempre abbastanza lungo: in genere tra le 4 e le 6 settimane, durante le quali ogni paziente segue un programma di tipo intensivo, con 2-3 ore di riabilitazione tutti i giorni, distanziate nell’arco della giornata e divise in varie attività sia in palestra sia con il supporto del terapista occupazione o anche del logopedista, se necessario. Dopo il ricovero il paziente viene nuovamente valutato presso il Laboratorio di Gate Analysis, in questo caso all’ospedale di Bassano, ma il nostro progetto prevede anche un’attività di studio: i pazienti saranno rivalutati ogni 3 o 6 mesi nell’arco di due anni, per capire in quale misura il danno neuro-Covid può essere recuperato».

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