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17 Giugno 2021
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San Bassiano: da maggio 300 interventi in più al mese

BASSANO. Il graduale ritorno alle normali attività ospedaliere in seguito alla riduzione dei ricoveri Covid si traduce anche in un significativo incremento dell’attività operatorie, che in occasione della fase più acuta della “terza ondata” – come nelle precedenti – era stata ridotta quasi esclusivamente ai casi di emergenza o comunque non differibili (tra cui anche quelli oncologici). Il tutto grazie anche ad una serie di azioni messe in campo parallelamente dalla Direzione dell’ULSS 7 Pedemontana per rafforzare gli organici dei reparti di Anestesia e Rianimazione negli ospedali di Bassano e Santorso, come noto in difficoltà per la carenza di specialisti a livello non solo regionale, ma anche nazionale.

All’ospedale di Bassano dal mese di maggio sono attive 7 sale operatorie al mattino e 3 al pomeriggio al giorno, dal lunedì al venerdì, contro le 5 mattutine e 2 pomeridiane attive mediamente nell’ultimo anno. Considerando una media di 4 interventi chirurgici al giorno per sala operatoria, si tratta di circa 300 interventi in più al mese rispetto al passato, con un incremento del 30% circa. «Questa ripresa – sottolinea il dott. Marco Baiocchi, direttore dell’U.O.C. Anestesia e Rianimazione del San Bassiano – è anche uno stimolo motivazionale per noi anestesisti e per la nostra specialità, purtroppo in quest’ultimo anno troppo impegnata sul versante rianimazione per i pazienti Covid. Associato alle eccellenze delle nostre chirurgie, contiamo che tutta questo impegno possa essere anche un motivo di attrazione per nuovi anestesisti a venire a Bassano ad affrontare diverse specialità chirurgiche. Inoltre con gioia riprendiamo a curare, con attenzione e deontologia, una parte importante di patologie chirurgiche non oncologiche ma altrettanto invalidanti e pericolose, come ad esempio la chirurgia protesica, che hanno dovuto aspettare negli ultimi mesi. Invitiamo pertanto tutti i pazienti a credere nei nostri sforzi e ad avere la pazienza di riprendere le attività preparatorie pre-operatorie, anche con le maggiori difficoltà che comunque impongono i protocolli anti-Covid, sapendo che siamo motivati a offrire un percorso di cura condiviso con il paziente e incentrato sulle sue esigenze».

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