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28 Febbraio 2020
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Un insetto nel riso della mensa della scuola primaria

CASSOLA. «E’ un episodio senz’altro increscioso ma, fortunatamente, l’unico mai accaduto in questi anni a Cassola. Posso garantire che sono già stati predisposti tutti i controlli del caso e che il protocollo previsto per simili situazioni è stato seguito alla lettera».

Dopo il ritrovamento di un insetto (un “bruco” secondo fonti del Comune) all’interno di un piatto di riso servito nella mensa della scuola primaria San Giovanni Bosco, a Cassola capoluogo, l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Cassola Marta Orlando Favaro interviene per fare chiarezza sulla questione e per rassicurare genitori e insegnanti sui livelli di qualità della ristorazione scolastica. Un servizio che, per le scuole cassolesi, viene svolto da ormai molti anni dalla ditta “Serenissima”.

«Il fatto è accaduto ieri a pranzo – riferisce l’Amministratrice -. Il menù prevedeva riso integrale biologico condito con sugo di pomodoro e verdure. Riso che era peraltro stato assaggiato poco prima dai genitori del “Comitato mensa” e giudicato buonissimo. Una bambina tuttavia si è accorta della presenza di un vermetto nel suo piatto ed ha subito avvisato la maestra che, a sua volta, ha allertato le altre insegnati, la ditta e gli uffici comunali».

Immediatamente sono stati ritirati tutti i coperti, almeno quelli che non erano già stati consumati, e si è provveduto a cucinare un primo alternativo (della pasta). Gli scolari quindi, pur in ritardo, hanno comunque potuto pranzare.

Nel frattempo gli uffici hanno inoltrato una comunicazione al Sian (Servizio di igiene degli alimenti e nutrizione) dell’Asl7 per l’avvio delle procedure di controllo, mentre l’azienda incaricata della ristorazione ha subito verificato che il riso non fosse scaduto.

«Non lo era – riferisce l’assessore -. Tra l’altro, di prassi, prima della cottura cereali e legumi (tutti di origine biologica) vengono sottoposti a controlli a campione proprio per evitare simili inconvenienti. Ora si procederà con l’analisi del bruco per capire che provenienza possa avere ma siamo propensi a ritenere che si trovasse sulle verdure fresche utilizzate per il condimento. Certo, non dovrebbe succedere, ma quando si impiegano prodotti freschi e biologici c’è la possibilità che si verifichino incidenti come questi». «Ad ogni modo questa mattina l’ufficio pubblica istruzione ha inviato una comunicazione scritta e ufficiale alla Serenissima chiedendo di fornire spiegazioni e informazioni dettagliate – ha chiuso -. Poi valuteremo se applicare una sanzione, come prevede il contratto d’appalto»

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