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28 Novembre 2020
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Vino alterato con lo zucchero: manager vicentino in manette e due bassanesi indagati

BASSANO. Il meccanismo illecito consisteva in primo luogo nell’adulterazione di vini di qualità medio bassa, a cui sarebbe stata aumentata la gradazione alcolica con lo zucchero. Una “furbata” in netto contrasto con la rigida regolamentazione prevista, a cui le persone coinvolte nel blitz della Guardia di Finanza casertana avrebbero ricorso acquistando tutto in nero all’estero attraverso un articolato meccanismo di fatture fasulle per coprire la compravendita. In manette sono finite quattro persone, fra cui Fabio Nichele, 53 anni, residente a Mason in via Rivaro. L’uomo è accusato di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla vendita di sostanze alimentari non genuine, falsità in registri, fatture false, autoriciclaggio e altri reati fiscali. E fra i 36 indagati ci sono anche altri vicentini: Loredana e Celindo Brunello, rispettivamente di 60 e 51 anni, legale rappresentante e amministratore di fatto della “Brumar sas” di Marostica, con deposito a Bassano. In questo caso, l’ipotesi a carico dei titolari dell’impresa che commercia zucchero e dolciumi è la falsificazione nei registri.

Insomma, le fiamme gialle hanno smascherato un sofisticato meccanismo illecito che consentiva, attraverso false fatturazioni, di importare da Serbia, Slovenia e Mauritius lo zucchero che poi veniva utilizzato per aumentare la gradazione alcolica adulterando il vino. L’inchiesta della procura di Napoli Nord, ha portato agli arresti anche di Santo Aimone, 64 anni, e Vincenzo Morrone, 30, di Sant’Antimo, e Michele Galotta, 44, di Quadrelle. I finanzieri hanno sequestrato quasi 900 tonnellate di zucchero e messo sotto sigillo beni per circa 12 milioni di euro. Il ruolo di Nichele sarebbe stato quello di gestire i contatti con i fornitori esteri e di coordinare i rapporti fra i campani e con le altre società. I Brunello, come detto, avrebbero falsificato i registri per simulare l’acquisto di zucchero dall’estero. Sia loro che Nichele avranno modo di difendersi dalle accuse e dimostrare la loro estraneità in tribunale.

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