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30 Novembre 2020
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Zaia: “Potrei fare il Commissario per il Ponte” ma Poletto replica: “Oramai è tardi”

BASSANO. Botta e risposta fra Luca Zaia, governatore del Veneto, e Riccardo Poletto, sindaco di Bassano. Argomento del giorno (dell’anno, ma si potrebbe usare tranquillamente il plurale) è il Ponte degli Alpini. Nel corso di una recente visita all’ospedale di Cittadella, Zaia ha espresso tutta la sua amarezza circa lo stallo dei lavori per il restauro dell’opera. La Regione, ha ricordato Zaia, ha dato il suo contributo economico così come lo ha fatto il Governo ma la situazione resta critica al punto che, se servisse, il governatore potrebbe accettare la responsabilità di assumere il ruolo di Commissario.

Un’ipotesi che il sindaco di Bassano bolla come “fuori tempo massimo”. In una nota del Comune, Riccardo Poletto risponde così a Luca Zaia. “La disponibilità del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ad assumere il ruolo di Commissario arriva fuori tempo: come dovrebbe sapere, il Ministero dei Beni Culturali è recentemente venuto in sopralluogo al cantiere per prendere atto dei lavori regolarmente in corso per restaurare il Ponte di Bassano e annunciare l’erogazione dei finanziamenti per i prossimi stati di avanzamento. Va ricordato al Presidente Zaia che i lavori sono iniziati nel mese di aprile 2017, con qualche difficoltà, e ad oggi per il cantiere rimane confermata la data di consegna, contrattualmente definita, del 30 giugno 2019. Ricordiamo che il Ponte è costantemente monitorato dall’Amministrazione comunale. Risulta evidente che non ci sono i presupposti per una gestione straordinaria di questo lavoro pubblico, che deve proseguire affrontando tutte le complessità e gli imprevisti tipici per un cantiere di questo tipo all’interno di una procedura ordinaria”. La coda dell’intervento di Poletto nasconde un pizzico di “veleno” da campagna elettorale. “Zaia venga ovviamente quando vuole per verificare di persona il cantiere e l’iter dei lavori di restauro, sul quale l’Amministrazione è impegnata ai massimi livelli. Venga con i suoi tecnici regionali, possibilmente quelli che lui ha delegato per autorizzare una assai discussa centrale elettrica vicinissima al Ponte degli Alpini, che forse in quella occasione non era per lui un monumento da tutelare paragonabile alla Torre Eiffel. Venga a vedere il caotico cantiere della Pedemontana, con le assurde soluzioni viabilistiche di collegamento realizzate ad esempio in via Settecase. Ma, per favore, lasciamo fuori il Ponte degli Alpini dalla campagna elettorale”.

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